Dragonlance - Il Marchio del Leone

L'entrata nel Recinto

Durante il viaggio tra la marca di Drennis – ultimo feudo sabradiano disponibile – ed i forti di guardia, Lothar comunica prima a Llewelyn e poi agli altri che, secondo l’interpretazione ipotizzata come esatta di una visione di Chrysante, uno dei quattro non tornerà dalla missione.

Dopo che tutti e quattro hanno tentato a modo proprio di auto assegnarsi questa sorte – perchè suicida è bello e fa audience – Llewelyn chiede a tutti cosa si lasciano indietro e se hanno questioni in sospeso, tanto per girare il dito nella piaga, ma fortunatamente lo spirito degli altri è forgiato e non si tagliano le vene XD Lothar dice che ha fatto in modo di non avere molto da perdere, Llewelyn gli consiglia di trovarsi una motivazione più profonda per quello che stanno andando a fare. Uther dice di essere a posto, ha trovato la gloria e ora combatterà per difendere quello che ha costruito. Beleg dichiara di sentirsi vicino alle popolazioni rimaste chiuse nel Recinto che in un modo un po’ diverso sono state private della loro casa e hanno visto sconvolta la loro terra.

Arrivati ai forti di guardia, Llewelyn benedice i soldati. Anche Uther si inchina e riceve la benedizione. Gli viene l’idea di benedire tutto il Recinto di Pietra sigillando le uscite, ma è una cosa che richiede mesi visto che le torrette sono oltre cento e che “avvolgono” un quinto di Ansalon. Lascia quindi disposizione di dire ai chierici che riescono a fare altrettanto di sigillare quante più porte possibile.


Llewelyn è il primo ad entrare nel Recinto e si trova in una sorta di limbo nel quale le colonne di pietra sono sia davanti che dietro di lui. Mentre Beleg, secondo ad entrare, attende Lothar ed Uther, Llewelyn esamina il cadavere di un chierico di Paladine che sembra – e Lothar lo confermerà – come esploso dall’interno. In una mano stringe con forza il frammento di un oggetto composto di un metallo che Beleg non riconosce, probabilmente una lega insolita. Llewelyn, dal canto suo, ne riconosce il potere sacro.

Nel tentativo di inviare l’anima del chierico agli dèi della luce, Llewelyn avverte chiaramente che nel luogo c’è un impedimento al potere sacro, non è chiaro se sia al potere sacro della luce o ai poteri sacri in generale, fatto sta che esiste un potere che a cose normali è di ostacolo. Llewelyn riesce tuttavia a superare questa forza.

Uther e Beleg controllano in giro se ci sono altri corpi puntando sul fatto che molta gente deve aver tentato di uscire dal Recinto, tuttavia si trovano solo poche ossa a dispetto del sangue rappreso a terra che invece sarebbe compatibile con molte più persone.


Una volta attraversata la seconda fila di colonne (che in realtà è sempre la prima) il gruppo si ritrova in una zona di terra brulla con vari mucchi di terra e pozze di fango.
Poco più avanti ha inizio una vasta depressione nel suolo occupata da un’enorme palude che copre tutto quel territorio una volta noto come piana di Sarnak. Mentre si esamina la situazione, dei ghoul si sollevano dalle pozze di fango ma vengono distrutti con prontezza. Beleg nota la presenza di un essere che si è immerso di nuovo in una pozza dopo aver osservato la scena, Uther si avvicina al punto di immersione con la lancia in pugno ma una sorta di tentacolo saetta contro di lui ed ammacca la sua armatura. Llewelyn sferra alcuni colpi nella pozza danneggiando la creatura, Beleg finisce il ghast orrendamente mutato con le sue frecce.

Al termine dello scontro viene fatto un tentativo di evitare la palude dirigendosi verso sud. La prima foresta che dovrebbe trovarsi lì è del tutto assente ed ormai parte della palude. Le foreste più a sud, quelle che segnano il territorio di Daranor, sono precluse a causa di una vera e propria muraglia di alberi e terra che non lascia neanche uno spiraglio e si eleva per oltre 10 metri.


Si decide quindi di addentrarsi nella palude, nella quale due grossi serpenti circondano la comitiva ed attaccano i cavalli uccidendone due. Anche Beleg riceve un colpo notevole alla cassa toracica, ma i corpi dei serpenti non reggono ai colpi delle armi e grazie ad un fulmine di Lothar che paralizza il serpente ancora vigoroso lo scontro termina senza danni irreparabili.
Alla luce di questi pericolosi abitanti della palude, tuttavia, il gruppo punta a cercare una zona priva di acquitrini dove potersi accampare.

La prima zona di questo tipo ospita quanto resta del villaggio di Sarial. Da una collina il gruppo osserva un uomo versare olio in dei tubi che spuntano dalle tombe e poi dare fuoco al contenuto. Avvistati dall’uomo ed avvicinatisi, egli dice di chiamarsi Imel e di essere uno dei pochi superstiti, ce ne sono altri 4 più un quinto che è uscito a caccia e non è ancora tornato. Imel racconta di quando la gente del villaggio se n’è andata cercando luoghi migliori e di come Korog, un mostro umanoide verde che Lothar vede nella mente di Imel essere un troll, stia pian piano incendiando le case e uccidendo gli abitanti rimasti lì. Questo Korog pare obbedire agli ordini di un certo Selumar, un altro mostro. Imel dice a Lothar di stare attento con la magia, perchè un gruppo di uomini armati a cavallo tempo addietro passò anche da lì cercando maghi e chierici con atteggiamento che lui ritiene fosse ostile. Questo gruppo è molto eterogeneo, dall’esercito dei draghi neri a soldati abanasinici passando per soldati bloten.

Avendo una buona impressione delle persone che ha davanti, Imel consegna la mappa che ha tracciato della palude di Sarnak, un tempo una foresta cara alla dea della natura Chislev con tanto di alberi sacri. Dice che suo nonno era un druido devoto alla dea e che quindi, pur non essendosi avvicinato ultimamente (a causa di Korog) al lago centrale che ospita una grotta, sa che c’è perchè suo nonno si ritirava lì. Parla anche del villaggio oltre la palude/foresta, Sarev, al quale non si è mai spinto, perché anche Sarev ha o aveva un druido ma le superstizioni dicono che sia o fosse un mostro, ed Imel ammette di essere superstizioso, soprattutto dopo gli ultimi eventi.

L’idea è attualmente quella di capire tramite Korog, possibilmente catturato vivo, chi siano Selumar e il druido del villaggio di Sarev.

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Chiara__Leonwolopali

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